Il luogo
L ingresso nord/est del comune di Licata costituito da una periferia quasi anonima, regolata dall arteria di via Palma che divide una serie di lotti pi o meno regolari e pianeggianti, nei quali si sono sviluppate una serie di attivit artigianali e commerciali.
Sullo sfondo dei leggeri crinali sui quali campeggiano delle ville liberty.
I lotti liberi trasmettono una sensazione di abbandono, mentre quelli utilizzati per le attivit o labitazione, stabiliscono quasi sempre un preciso rapporto di chiusura con la strada principale.
Il sito
Uno dei lotti prospicienti la strada era anticamente la sede di una grande Falegnameria che aspirava a diventare una fabbrica di mobili, di fronte al lotto ancora presente una importante segheria con vasti depositi allaperto.
Oggi nel lotto sorto un complesso per la vendita di mobili, una moderna architettura, che si riflette su una piccola piazzetta, nella quale trova sistemazione lelemento di arredo urbano, costituito da un monumento ed una piccola esedra.
l elemento diventa cosi caratterizzante per lo spazio pubblico/privato funge da distintivo urbano e regola lingresso veicolare al parcheggio del complesso.
Una panca nel basamento diventa linvito ironico a rilassarsi con larte. Il monumento traspone e cristallizza in forma surreale, lenergia di quell arte del lavoro che animava lantico Opificio.
Quattro piastre nere attendono lo scheletro della prima pialla di quella Antica falegnameria.
Lopera
CASTELLI DI LEGNO , FANGO E CAFFE

Di quelle frasi che ti rimangono dentro e non ti abbandonano mai, anzi ti accompagnano!
A volte ti risuonano dentro quasi di sorpresa ,altre volte le trovi impastate nelle immagini della memoria nellodore di elettrodi in fusione, o nel suono del cemento che pressa il cassero o ancora nei colori di una betoniera. Frasi come:
I stigli fannu u mastru, ma u veru mastru si fa i stigli!
Gli arnesi rendono capace il maestro, ma il vero maestro colui che ha labilita di concepire e forgiare nuovi arnesi.
Mio nonno era troppo avanti per il suo tempo!
Siamo stati una settimana a spalare fango!
Una cosa davvero innovativa quando non serve ancora a nessuno!
I Castelli
"Castelli di rabbia" il titolo di un romanzo di Alessandro Baricco.
Il quale parla di uomini che non si accontentavano del mondo che avevano trovato, sognavano nuovi materiali e prodigiose tecnologie per costruire le torri pi alte, i treni pi veloci le vetrate pi grandi.
Alcuni di questi uomini hanno cambiato con le loro idee la nostra storia, condizionato il nostro pensiero.
Altri sono morti di rabbia , ma le loro idee col tempo si sono dimostrante importanti!
Altri ancora hanno sognato e basta ,altri sono stati derisi altri non ci hanno creduto.
I castelli della mia infanzia erano di lego e somigliavano ai grattaceli della scuola di Chicago.
Precipitavano subito come torri Di babele innalzate alla fantasia.
Nella casa al mare i lego diventavano granelli di sabbia, la geometria mutava in forme organiche di sapore modernista. Forse i pi grandi architetti sono i bambini.
Il fango
La rabbia di chi spala il fango dopo unalluvione, la rabbia un fango chiamato cemento, per chi un fiume in piena se lo porta dentro.
Come un fiume azzurro impetuoso la nuova costruzione spazzava via la vecchia officina dei maestri falegnami; ma io vi entrai, prima di pensare alla forma delledificio, io vi entrai!
Li dentro tutto era silenzio forse per questo le fabbriche dismesse vengono chiamate cimiteri industriali, perch silenziosamente, le forge, le pialle le presse, hanno risucchiato in se i fabbri i falegnami i muratori.
Tutta lenergia che animava quegli gli spazi, adesso e statica e compressa nella ruggine di quelle macchine.
Cosi una pialla diventa un monumento.
Ricordo un pomeriggio palermitano dallievo architetto, dentro lex Fonderia Basile, l il silenzio era spezzato appena dai richiami dei colleghi ordinati e prudenti al di l del muro.
Ci sono architetti pronti a scavalcare muri e sporcarsi le scarpe pur di assaporare il fascino di un uno spazio fatto di memoria in un momento di solitudine.
Cos ci sono uomini che sguazzano e spadroneggiano in un mare di idee altrui.
C ne sono altri che vanno in fondo nellabisso fangoso dei loro Pensieri, trattengono il fiato generosamente e risalendo vedono nel bagliore della superficie, la luce di nuove Idee.

Unaltro momento stato quando ho catturato le forme in movimento del riflesso di una barca, il movimento contrastato da una bitta dormiente, accorcio linquadratura e leggo su quel pezzo di ghisa "Palermo Fonderia Basile".
Mi sento risucchiato dal tempo dalle immagini da ci che ero o non ero.
Tutto questo contrasto di immagini e sensazioni mi strapp da un letto, perch non poteva essere mio il sonno dei giusti.
Al primo pezzo di carta, la forma si present al sedicente artista che non aveva dato abbastanza a se stesso!
Si present a me senza bussare con vanitosa arroganza, consapevole di essere lunica figlia naturale di quel mare di pensieri, immagini, coincidenze ricordi.
Il legno
La osservai a lungo ma on ebbi mai il coraggio di toccarla, eppure era cos invitante nelle sue forme.
Poi un giorno senza neanche rendermene conto "la presi per mano" ma rimasi deluso, non venne fuori un bel truciolo ma una sorta di insignificante mezzaluna.
Bisogna farsi avanti senza paura e con cuore pieno...liberi dall'invisibile gabbia del "non sono capace".
Il caffe
L immagine di kubrick (2001 odissea nello spazio)
Arma ,scettro o utensile primordiale,
lanciato con energia dalla scimmia,
volteggia nelluniverso ciclico.
Ad ogni giro un'epoca diversa ed uguale.
Ad ogni epoca il moto incessante dell individuo che non accetta di essere soffocato dalla trib.
Blocco l immagine lutensile precipita gi. In questa epoca una Pialla dentro una piccola officina, Un maestro
"la prende per mano"
ll maestro sogna castelli di legno, con cuore pieno e senza paura di sbagliare, i suoi piedi per terra, una terra piena di
trucioli.
Mi piace pensare che il meno dotato fra gli apprendisti di quella officina, avesse avuto lo spirito ardito e goliardico, di paragonare lesuberanza e impetuosit del maestro, alleccitazione del caff in ascesa
nell alambicco metallico.
Per molto tempo ho pensato alla fantasia come ad un cavallo bellissimo, selvaggio, indomabile, il cui crine strappato da un temerario diventava linee di un disegno.
Adesso una nuova immagine simpossessava di me lesplosione di una una materia che da solida passa a liquida e gassosa per dipingere un nuovo soffitto,destando stupore paura e sospetto tra le scimmie.
L autore
Nel ventre del cemento i Pensieri si mescolano alla Materia.
Smanioso di sole il moto delle forme, sospese tra lessere e il divenire. Ed subito giorno.

Mario Architetto Pira
Nato il Licata 19/04/1972,
Laureatosi allUniversit degli studi di Palermo 11/03/1999
Cresciuto nel cantiere paterno di manufatti artistici in cemento.
La sua formazione molto legata ai materiali.
Breve esperienza di lavoro a Berlino, attualmente vive ed opera a Licata.
Passioni: per il cinema , la fotografia, la pittura surrealista.